De paz e de guerra di Azio Corghi, una poesia possibile
Parole chiave:
Carteggio Corghi-Saramago, retorica musicale, Figurenlehre, drammaturgia musicale, teatro musicaleAbstract
Il teatro in musica di Azio Corghi e José Saramago rappresenta la sintesi più alta della ricerca compositiva, drammaturgica e estetica del compositore: otto titoli in circa vent’anni di sodalizio artistico. Scritto per coro e orchestra, De paz e de guerra (2002) è un unicum nella produzione corghiana e un exemplum del legame tra i due artisti. Una poesia d’amore di un giovanissimo Saramago, dal titolo omonimo, diventa una riflessione sulla diade pace e guerra. Unica composizione di Corghi su testo non in lingua italiana, la partitura indaga il valore fonetico e semantico della poesia portoghese, esemplificando alcuni dei tratti più caratteristici della poetica corghiana: la teatralità del gesto, la ricerca del rapporto gesto/suono/segno e la parola come suono/significato/modello musicale. Lo studio rintraccia questi fondamenti attraverso l’analisi del testo, della forma e delle figure retoriche. Centrale è la ricerca di una ‘moderna seconda prattica’ tra richiami alla Figurenlhere barocca e ipotiposi grafiche tipiche della scrittura vocale e strumentale del compositore. Le figurae, ora figure-prototipo ora figure-modello [Bartel 1987], contribuiscono in modo autentico e pregnante alla creazione della forma del brano. Sono elementi fondamentali nel processo di “dare forma alla durata” di matrice bergsoniana e determinano in modo sostanziale lo sviluppo della drammaturgia musicale che permette la trasposizione in musica di un testo, letterario o poetico che sia, trasformandolo in teatro musicale.