«Le novità non sogliono dispiacere»
I flauti a Roma all’epoca di Corelli
Abstract
L’articolo indaga sul ruolo dei flauti nella prassi orchestrale della Roma fra la fine del Seicento e i primi anni del Settecento, un tema di ricerca tradizionalmente connesso agli studi su Arcangelo Corelli e i contesti in cui operò come violinista, concertatore e direttore. Tale periodo appare, infatti, caratterizzato da un deciso aumento del numero di strumentisti nelle orchestre e dalla progressiva introduzione di strumenti a fiato, determinata dall’influenza della musica francese. In questo contesto la presenza significativa, ma ancora poco esplorata, dei flauti emerge dalle fonti musicali e documentarie. Attraverso una ricognizione sistematica di partiture, fonti archivistiche e iconografiche, collocabili in un periodo compreso all’incirca tra 1687 e 1714, l’articolo si propone tre obiettivi: 1. raccogliere le testimonianze su flauti e flautisti dalle partiture e dai documenti d’archivio; 2. chiarire la tipologia dei flauti, diritti e traversi, indicati nelle partiture e la loro terminologia; 3. mettere in luce alcune peculiarità della scrittura musicale dei brani concertati con i flauti, come tonalità, timbrica ed estensione, anche in rapporto al testo cantato. L’articolo mette in evidenza alcuni aspetti meno noti della storia del flauto e dell’evoluzione della tavolozza timbrica al tempo di Corelli, contribuendo a una migliore conoscenza della prassi orchestrale a Roma tra Sei e Settecento.
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